Da dove dovrebbe iniziare una PMI per prepararsi all’AI Act?
Da un inventario dei sistemi AI, delle finalità, dei dati, dei fornitori e dei responsabili. Solo dopo è possibile valutare ruolo, rischio e controlli applicabili al singolo uso.
THEON Intelligence
Una PMI può iniziare dall’inventario dei sistemi AI e dalle responsabilità, prima ancora di discutere la classificazione. Questa checklist organizza il lavoro operativo ma non sostituisce una valutazione legale sul singolo caso.
A cura di THEON Intelligence · Aggiornato il 24 agosto 2026
Una PMI può iniziare dall’inventario dei sistemi AI e dalle responsabilità, prima ancora di discutere la classificazione. Questa checklist organizza il lavoro operativo ma non sostituisce una valutazione legale sul singolo caso.
Elenca strumenti acquistati, funzionalità AI incluse nei software, modelli sviluppati internamente e utilizzi non formalizzati. Per ciascuno registra finalità, proprietario operativo, fornitore, dati utilizzati, persone interessate e azioni influenzate.
L’inventario deve includere anche prove pilota e strumenti gratuiti quando trattano dati aziendali o contribuiscono a decisioni. Una revisione periodica aiuta a individuare shadow AI, duplicazioni e cambiamenti di finalità.
Stabilisci con supporto qualificato se l’azienda agisce come fornitore, deployer, importatore o distributore. Il ruolo può cambiare tra sistemi e influenza gli obblighi applicabili.
Documenta poi il contesto d’uso, le persone coinvolte, la possibilità di contestare l’esito e le conseguenze di un errore. Non classificare un sistema soltanto dal nome commerciale o dal modello che utilizza.
Controlla se le persone devono essere informate che interagiscono con un sistema AI e come vengono etichettati contenuti generati o manipolati. Dal 2 agosto 2026 sono applicabili specifici obblighi di trasparenza dell’articolo 50.
Definisci chi può approvare, correggere, sospendere e riesaminare il sistema. La supervisione è concreta solo se la persona dispone di informazioni, autorità e tempo per intervenire.
Fonte: Commissione europea — obblighi di trasparenza dell’articolo 50
Verifica basi informative, accessi, conservazione, trasferimenti e condizioni contrattuali dei fornitori. Registra versioni, modifiche sostanziali, test e dipendenze esterne rilevanti.
Prepara un canale per segnalare errori e incidenti, criteri di sospensione e un processo per comunicare con fornitore, responsabile privacy, sicurezza e consulenti quando necessario.
La formazione deve riflettere ruolo, contesto e rischio: chi usa un assistente testuale ha esigenze diverse da chi approva decisioni o integra un modello nei processi. Registra contenuti, destinatari e data della formazione.
Le scadenze e le regole applicabili sono cambiate nel tempo e possono ricevere nuove linee guida. Riesamina quindi la checklist dopo modifiche normative, nuove funzionalità, cambiamenti dei dati o incidenti.
Da un inventario dei sistemi AI, delle finalità, dei dati, dei fornitori e dei responsabili. Solo dopo è possibile valutare ruolo, rischio e controlli applicabili al singolo uso.
No. Gli obblighi dipendono dal ruolo dell’organizzazione, dal tipo di sistema e dal contesto d’uso. Il nome del prodotto o del modello non basta per determinarli.
Specifici obblighi di trasparenza dell’articolo 50 sono applicabili dal 2 agosto 2026. Occorre verificare quali riguardano il sistema e il ruolo concreto dell’organizzazione.
No. È uno strumento organizzativo per raccogliere evidenze e responsabilità; i casi concreti richiedono una valutazione qualificata delle norme applicabili.